Capitolo 2: Un filo invisibile
Quel filo rosso che ci unisce · lunerysfrx_
Capitolo 2: Un filo invisibile
Pubblicato il 2 settembre 2026
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Andrea aprì Telegram e digitò il nickname che usava di solito per le cose più personali. Dopo averlo inviato a Light su Discord, chiuse il pc e si mise a letto con il telefono in mano. Il cuore gli batteva un po' più forte del normale.

Non passò nemmeno un minuto che il telefono vibrò.

NOTIFICA DA TELEGRAM

Light: «Ehy,‍​‌​​​​​‌​​‌‌​​‌‌​‌‌​​‌​​​‌‌​​​‌‌​​‌‌‌​​‌​‌‌​​‌‌​​‌‌​​​‌​​‌‌​​​‌​​​‌‌​​‌‌​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ sono Light... o forse dovrei dire Riccardo? Ahahahah.»

Andrea, in quel momento, sentì una fitta al cuoricino.

(Stava per morire, ma ok.)

Denji: «Hey, ma quindi anche tu hai un nome? Hahahah. Piacere, Riccardo. Io sono Andrea.»

Riccardo: «Bel nome! Hahahah. Scusa per prima, intendo su Discord, in chiamata vocale. Oggi è stata una giornata pesante, ma sentire la tua‍​‌​​​​​‌​​‌‌​​‌‌​‌‌​​‌​​​‌‌​​​‌‌​​‌‌‌​​‌​‌‌​​‌‌​​‌‌​​​‌​​‌‌​​​‌​​​‌‌​​‌‌​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ presenza e la tua voce mi ha tranquillizzato.»

Andrea: «Figurati! Te l'ho detto, per me non è un disturbo, anzi. Ma adesso stacca, che dovresti sul serio riposare. Domani andrà sicuramente meglio, stai tranquillo.»

Riccardo: «Grazie, Andre. Sicuramente andrà meglio. Buonanotte e grazie ancora per avermi ascoltato.»

Andrea: «Buonanotte a te, Riky, e stai tranquillo davvero. A domani.»

IL GIORNO‍​‌​​​​​‌​​‌‌​​‌‌​‌‌​​‌​​​‌‌​​​‌‌​​‌‌‌​​‌​‌‌​​‌‌​​‌‌​​​‌​​‌‌​​​‌​​​‌‌​​‌‌​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ SEGUENTE

La mattina dopo, Andrea era al lavoro, sommerso da tutte quelle odiose email. Controllava il telefono ogni due per tre, ma di Riccardo nemmeno l'ombra.

Verso l'ora di pranzo squillò il cellulare. Era Riccardo. Aveva mandato una foto di una bella carbonara con scritto:

Riccardo: «Pranzo da solo per schiarirmi le idee, oggi pomeriggio la vedo e chiudo definitivamente.‍​‌​​​​​‌​​‌‌​​‌‌​‌‌​​‌​​​‌‌​​​‌‌​​‌‌‌​​‌​‌‌​​‌‌​​‌‌​​​‌​​‌‌​​​‌​​​‌‌​​‌‌​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ Non posso stare con una persona mentre la mia testa è completamente da un'altra parte... tipo a pensare a un ragazzo timido incontrato su Paranoize.»

Andrea sentì lo stomaco aggrovigliarsi. Da un lato era felice che Riccardo si stesse liberando di una relazione tossica, ma dall'altro quella frase, "pensare a un ragazzo timido", lo spaventava.

Riccardo stava lasciando la sua‍​‌​​​​​‌​​‌‌​​‌‌​‌‌​​‌​​​‌‌​​​‌‌​​‌‌‌​​‌​‌‌​​‌‌​​‌‌​​​‌​​‌‌​​​‌​​​‌‌​​‌‌​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ ragazza anche, o soprattutto, per colpa sua?

Qualunque fosse la risposta, non importava, perché anche Andrea si sentiva così.

Senza pensarci due volte, inquadrò la sua scrivania invasa dai fogli di lavoro e scattò una foto, catturando di sfuggita anche il suo riflesso sul monitor spento del pc.

Andrea: «Allora siamo in due, perché io stamattina non ho combinato nulla‍​‌​​​​​‌​​‌‌​​‌‌​‌‌​​‌​​​‌‌​​​‌‌​​‌‌‌​​‌​‌‌​​‌‌​​‌‌​​​‌​​‌‌​​​‌​​​‌‌​​‌‌​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ al lavoro per colpa tua. Comunque, in bocca al lupo per dopo. A prescindere da come andrà, io sarò qui.»

Riccardo: «Grazie, Andre. Ti scrivo stasera appena finisco di parlarle. A dopo.»

LA STESSA SERA

Andrea stette in ansia per tutto il giorno. Provò a loggare su Paranoize per non pensarci, ma senza successo.

Iniziò a farsi sera ed era‍​‌​​​​​‌​​‌‌​​‌‌​‌‌​​‌​​​‌‌​​​‌‌​​‌‌‌​​‌​‌‌​​‌‌​​‌‌​​​‌​​‌‌​​​‌​​​‌‌​​‌‌​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ un po' preoccupato, finché alle 21 in punto non vibrò il suo cellulare.

Riccardo: «Ciao, Andre. Scusami se non mi sono fatto sentire, ma avevo bisogno di schiarirmi le idee. Puoi chiamarmi? Ti spiego tutto.»

Appena lesse il messaggio, Andrea si pietrificò. Era troppo timido per una chiamata, ma fece uno sforzo solo per il bene di Riccardo.

Andrea: «Va‍​‌​​​​​‌​​‌‌​​‌‌​‌‌​​‌​​​‌‌​​​‌‌​​‌‌‌​​‌​‌‌​​‌‌​​‌‌​​​‌​​‌‌​​​‌​​​‌‌​​‌‌​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ bene, Riky. Ti chiamo subito e mi racconti cos'è successo.»

Andrea premette l'icona della cornetta con ansia, finché non sentì la voce di Riccardo risuonare dall'altra parte.

Riccardo: «Hey, Andre...»

Sbuffò.

Andrea: «Sì? Riky, dimmi... tutto. Cos'è successo?»

Riccardo: «Beh, sì, ecco... innanzitutto grazie per avermi chiamato. Avevo bisogno di ascoltare la tua voce per tranquillizzarmi.»

Andrea sentì un tonfo‍​‌​​​​​‌​​‌‌​​‌‌​‌‌​​‌​​​‌‌​​​‌‌​​‌‌‌​​‌​‌‌​​‌‌​​‌‌​​​‌​​‌‌​​​‌​​​‌‌​​‌‌​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ al cuore. Non sapeva se essere felice o preoccuparsi di quella sensazione.

Andrea: «...Ma no, Riky, non devi ringraziarmi, anzi, dimmi! Sfogati...»

Riccardo: «Uff... è andato tutto male. Lei non mi capisce per niente. È solo una fottuta egoista, pensa solo a sé stessa...»

Andrea: «Hey, Riky, ascoltami. Respira lentamente. Adesso puoi finalmente tirare un sospiro di sollievo: sei fuori‍​‌​​​​​‌​​‌‌​​‌‌​‌‌​​‌​​​‌‌​​​‌‌​​‌‌‌​​‌​‌‌​​‌‌​​‌‌​​​‌​​‌‌​​​‌​​​‌‌​​‌‌​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ da quell'assurda situazione. Se vuoi parlarne, sono qui, lo sai bene.»

Light tirò un sospiro profondo. Il tono della sua voce si addolcì.

Riccardo: «No... la tua voce mi calma. Mi fai stare bene, Andre. È assurdo come tu, che mi conosci a malapena e attraverso uno schermo, riesca a capirmi e a calmarmi più di quanto abbia mai fatto‍​‌​​​​​‌​​‌‌​​‌‌​‌‌​​‌​​​‌‌​​​‌‌​​‌‌‌​​‌​‌‌​​‌‌​​‌‌​​​‌​​‌‌​​​‌​​​‌‌​​‌‌​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ lei in questi anni.»

Andrea sentì le guance andare a fuoco. Fortunatamente erano in chiamata e non in video. Le parole di Riccardo stavano facendo cadere, come pezzi di domino, tutte le barriere che si era costruito nel tempo, lasciandolo disarmato.

Riccardo: «Comunque, le ho detto che fra noi era finita, lei ha iniziato a urlare come suo solito, io‍​‌​​​​​‌​​‌‌​​‌‌​‌‌​​‌​​​‌‌​​​‌‌​​‌‌‌​​‌​‌‌​​‌‌​​‌‌​​​‌​​‌‌​​​‌​​​‌‌​​‌‌​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ non ho voluto nemmeno ascoltarla, ho preso le mie cose e sono tornato in macchina. L'ho trattata come lei ha trattato me in tutti questi anni.»

Nell'aria si percepivano la delusione e la frustrazione di Riccardo... e la voglia di aiutarlo di Andrea.

Ma come si sarebbero concluse le cose fra loro due?

Avrebbero legato più in amicizia o in‍​‌​​​​​‌​​‌‌​​‌‌​‌‌​​‌​​​‌‌​​​‌‌​​‌‌‌​​‌​‌‌​​‌‌​​‌‌​​​‌​​‌‌​​​‌​​​‌‌​​‌‌​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ amore?

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