«Era una notte buia e tempestosa... o almeno così inizia ogni libro dell'orrore», pensò Kev.
Era una notte buia, sì. Tempestosa? No di certo.
Kevin guardava fuori dalla finestra. Era ormai sera inoltrata, ma in quel quartiere universitario le strade erano ancora affollate. La primavera aveva portato con sé le prime serate calde e gli studenti sembravano avere poca voglia di rientrare a casa.
Erano indaffarati, chiacchieravano, ridevano, completamente incuranti del fatto successo poco prima, a poca distanza da loro, in quel complesso di appartamenti.
Ma se solo avessero guardato in alto, verso quella precisa finestra, avrebbero visto un ragazzo alto e sporco di sangue. Probabilmente si sarebbero spaventati.
Ma non fu così.
Kev era ancora lì, a guardare fuori, perso nei suoi pensieri. Quasi ogni parte del suo corpo era intrisa di sangue. Si toccò la T-shirt. Era umida.
Un senso di nausea gli fece girare la testa.
E fu lì che notò le impronte dei suoi piedi sul pavimento.
Guardò più attentamente la stanza. Era una camera normale di un ragazzo universitario: un arredamento semplice, niente di eccessivo.
«È tutto un sogno», pensò.
Ma l'odore metallico impregnava l'aria e lo fece ritornare alla realtà.
Seguì le sue stesse impronte fino a ritrovarsi davanti la Realtà.
Dietro al suo letto c'era il corpo di un ragazzo.
Era squarciato sull'addome, e sangue e intestino erano in bella mostra.
Kev si mise le mani sul viso.
«Non è vero! Tutto ciò non è vero!»
Aprì piano piano le mani.
E no.
Il corpo era dannatamente ancora lì.
Fece un lungo sospiro.
«E adesso che cazzo faccio?»
Cambia i colori e il logo e guarda il sito aggiornarsi subito. Resta solo sul tuo dispositivo — non modifica il sito per nessun altro.
Copiato! Incollalo in un messaggio per Jordan.