Aprii il messaggio. Un utente di nome Nihil chiedeva aiuto per un crash improvviso sul backend di un sito web. Incuriosito, aprii l'anteprima del progetto che aveva allegato: una piattaforma web per consentire agli scrittori emergenti di pubblicare i propri libri.
Rasi al suolo ogni mio dubbio in un secondo. Il lavoro che Nihil aveva fatto da solo era semplicemente incredibile. La grafica era curata nei minimi dettagli, la struttura per gli autori era elegante e la visione d'insieme mostrava una passione rara. L'unico problema era un piccolo errore di sintassi nel database che faceva andare in blocco l'editor dei capitoli. Un errore da niente per chi, come me, viveva tra algoritmi e rami di codice da anni, ma un ostacolo enorme per chi stava creando tutto da zero.
Non ci pensai due volte e gli risposi: "Il progetto per la piattaforma è pazzesco e hai fatto un lavoro enorme! Ho notato il problema nel database, se vuoi posso darti una mano a sistemare quella parte."
Nei giorni successivi, guardarlo sviluppare il sito diventò la mia routine preferita. Nihil faceva praticamente tutto: ideava le sezioni, scriveva le funzionalità, curava l'estetica. Io mi limitavo a stare nell'ombra, sistemando i piccoli bug, blindando i server per proteggere le opere degli autori e ottimizzando il codice affinché le sue idee scorressero senza intoppi.
Un martedì sera arrivò uno screenshot.
"Eric, guarda come ho strutturato la pagina di lettura!" mi scrisse.
Aprii l'immagine e rimasi a fissarla per qualche secondo. Era perfetta. Il layout faceva venire voglia di mettersi a leggere immediatamente.
"L'hai definita benissimo," gli risposi, digitando il messaggio con un sorriso che non riuscivo a nascondere. "Ho solo ottimizzato la gestione dei file pesanti per fare in modo che le tue impostazioni scorrano veloci. Fai tutto tu, io mi limito a tenerti la scala mentre costruisci il tuo capolavoro."
E lo pensavo davvero. Più i giorni passavano, più mi rendevo conto che dietro quel nickname c'era una persona con una determinazione e una sensibilità fuori dal comune. Mi ritrovavo a fissare lo schermo aspettando i suoi messaggi, con la scusa di dover controllare un log di sistema.
Quando scoprimmo di abitare a poche fermate di treno di distanza e lui mi propose di vederci per un caffè, il mio cuore fece un salto.
Il giorno dell'incontro arrivai al bar in anticipo. Ero nervosissimo, le mani strette attorno alla cinghia dello zaino. Quando varcai la soglia e lo vidi seduto a un tavolino vicino alla finestra, lo riconobbi all'istante.
Nei suoi occhi c'era la stessa luce e la stessa passione che avevo intravisto in ogni riga del suo sito. Parlare dal vivo cancellò ogni mia solita timidezza. Sentirlo raccontare della piattaforma, dei libri che voleva ospitare e dei suoi sogni mi faceva sentire incredibilmente fortunato anche solo per essere lì ad ascoltarlo.
"Sai," mi disse a un certo punto, stringendo la tazza di caffè tra le mani e guardandomi negli occhi, "senza il tuo supporto per risolvere quel bug, questa piattaforma per scrittori sarebbe ancora bloccata."
Mi sporsi leggermente verso di lui, incapace di togliergli gli occhi di dosso.
"Hai fatto tutto tu, Nihil," risposi piano, lasciando che un sorriso sincero prendesse il posto della solita freddezza analitica. "Io sono solo stato fortunato a poterti dare una mano... e a incontrare una persona come te."
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