Il silenzio calò improvvisamente tra imbarazzo ed emozione, interrotto solamente dai respiri profondi di entrambi. Il cuore di Andrea batteva all'impazzata.
«Allora...» disse Riccardo.
La sua voce cambiò di colpo, facendosi più bassa, più vicina, tornando a essere più calda come quella mattina, facendo impazzire Andrea.
Light: «Sei rimasto, hahah. Pensavo saresti scappato...»
Denji96: «Hahahaha, eh no. Perché avrei dovuto? Forse volevi prendermi?»
Light: «Magari. Se fossi qui con me, ti avrei fatto vedere come ti avrei preso.»
Andrea, nel sentire quelle parole, andò letteralmente a fuoco. L'immaginazione volò all'istante, al solo pensiero di un contatto fisico e al modo in cui Riccardo lo avrebbe afferrato, se non ci fossero stati tutti quei chilometri a dividerli.
Denji96: «Eddai, Riky, sei tremendo, cazzo! Non mi dai nemmeno il tempo di respirare.»
Light: «Non voglio darti nemmeno il tempo di pensare. Voglio solo che ti lasci andare, con me puoi stare tranquillo, non devi avere paura.»
Le parole di Riccardo rimasero incise nell'aria, scaldando la stanza buia. Andrea si raggomitolò sotto le coperte, stringendo a sé il cellulare insieme al cuscino, come se quel gesto potesse accorciare la distanza che li separava.
Continuarono a parlare per ore, quella tensione di prima lasciò il posto a delle chiacchiere intime, fatte di sussurri, confessioni dette a voce bassa e risatine soffocate per non svegliare le loro rispettive famiglie.
Parlarono dei loro sentimenti, di quello che provavano l'uno per l'altro, delle proprie paure e di come quell'incontro virtuale avesse cambiato le carte in tavola in così poco tempo, stravolgendo le loro vite.
Verso le tre del mattino, i discorsi si fecero sempre più rari e intervallati. Il ritmo del respiro di Riccardo attraverso gli auricolari divenne lento, profondo e regolare.
Denji96: «Riky? Che fai, dormi? Hahaha.»
Dall'altra parte arrivò solo un mormorio confuso dal sonno, seguito dal rumore delle lenzuola.
Denji96: «Sì, dormi...»
Andrea sorrise al buio, avvertendo una strana sensazione allo stomaco e una sensazione di pace nel petto.
Denji96: «Sai, Riky... in così poco tempo sei diventato una parte fondamentale della mia vita, sei capitato nel momento più buio. È come se quella sera il cielo, le stelle e la luna mi avessero ascoltato e poi sei arrivato tu, non so cosa siano questi sentimenti, ma voglio continuare a sentirmi così. Ti voglio bene, Riky, o qualsiasi sia questo sentimento, ma te ne voglio tanto.»
Dopo questa piccola confessione, Andrea poggiò la testa sul cuscino, non staccò la chiamata, lasciò le cuffie nelle orecchie e si lasciò lentamente trasportare dal sonno, accompagnato dal respiro profondo di Riccardo fino al mattino.
Il primo suono che Andrea sentì al suo risveglio fu un respiro leggero risuonare nelle cuffie.
Aprì gli occhi con fatica, accecato dalla luce del sole che filtrava dalla finestra. Il telefono era ancora lì, sul cuscino, con la chiamata di Discord attiva da 11 ore.
Light: «Mmh... Andre? Ti sei svegliato?»
La voce di Riccardo arrivò impastata dal sonno.
Denji96: «Sì... sono sveglio.»
Andrea affondò di nuovo la faccia nel cuscino con un piccolo sorriso, si rannicchiò nelle coperte e buttò fuori il pensiero che gli girava in testa da ore.
Denji96: «Ehy... Riky, ci pensi mai a cosa succederebbe se ci incontrassimo dal vivo? Cioè, se domani bussassi alla tua porta e ti chiedessi di offrirmi un ramen?»
Si sentì il silenzio dall'altra parte.
Riccardo di solito aveva sempre la risposta pronta, ma stavolta esitò.
Light: «Penso che rovineresti la mia tabella di marcia, Andre, hahaha. E probabilmente finiresti per rubarmi metà della cena.»
Andrea ridacchiò piano.
Denji96: «Solo metà? Mi sottovaluti, hahaha.»
Light: «Il punto è che... le persone online sono sicure.»
Il suo tono si fece più serio, quasi a voler erigere una barriera di protezione.
Light: «Possiamo essere chi vogliamo, se ci incontrassimo, la realtà colpirebbe forte.
E tu sei già abbastanza un disastro così, non vorrei dovermi occupare di te anche dal vivo.»
Sentendo quelle parole, Andrea provò un senso di sconforto che cercò di smascherare buttandola, a sua volta, sul ridere per allentare la pressione.
Denji96: «Siamo rimasti in chiamata tutta la notte, hahah. Potevi staccare appena sveglio.»
Light: «No, non volevo staccare, ascoltarti respirare per tutta la notte è stato bellissimo, ma mi ha fatto capire una cosa.»
Andrea si mise seduto sul letto, stringendo il cellulare con entrambe le mani.
Denji96: «Cosa? Che vuoi dire?»
Light: «Che questo schermo mi sta stretto, voglio sentirti dal vivo, vederti e toccarti, guardarti negli occhi quando ti dico determinate cose. Non attraverso uno schermo. In poche parole, vorrei vederti.»
Il cuore di Andrea perse un battito.
La paura della realtà e il desiderio di stare con lui si scontrarono in un boato nella sua testa, non capendo bene, anche perché Riccardo si stava contraddicendo da solo.
Denj96i: «Ma che dici, hahaha? Prima affermi di non volermi vedere, che sono un disastro e che non riusciresti a gestirmi dal vivo, e adesso te ne esci con il volermi guardare negli occhi e toccare?»
Un sospiro lungo, profondo e leggermente tremante attraversò il microfono, dall'altra parte si sentì il fruscio di Riccardo che si passava una mano sul viso, esausto di fingere e spogliato di ogni sua difesa.
Riccardo esordì con queste parole:
Light: «Perché sono un codardo, Andre. Era solo una scusa per proteggermi. Proteggermi da questi sentimenti nuovi che non ho mai provato prima d'ora, il solo pensiero di averti davanti mi terrorizza, mi fa uscire di testa. Tu mi fai uscire di testa!
Ma dire che non saprei gestirti? Hahahah, non ho mai sentito cazzata più grande. Anzi, non vedo l'ora di dovermi occupare di te... o, se proprio vuoi metterla su un altro piano, non vedo l'ora di sbatterti forte.»
Riccardo pronunciò quelle ultime parole in un modo che sembrava voler comunicare ad Andrea che non aspettava altro: assaporarlo, toccarlo e viverlo.
Andrea, d'altro canto, rimase impietrito, non sapendo cosa rispondere.
Riccardo aveva piazzato le carte in tavola senza filtri, esponendosi completamente.
Denji96: «Allora... sei sicuro di volere questo? Sei pur sempre uscito da poco da una relazione. Sei sicuro che questa sia la strada giusta da prendere?»
Light: «Sì, Andre. Sono sicuro. Voglio te e voglio viverti. Cosa ci riserverà il futuro non lo so, ma per adesso viviamoci il presente, ma prima di tutto dimmi se lo vuoi anche tu.»
Quelle ultime parole rimasero imprigionate nell'aria, in attesa di una risposta.
Le parole di Riccardo gli bruciavano sulla pelle.
"Voglio te e voglio viverti."
Non c'erano più barriere né scuse. Sentire Riccardo mettersi a nudo e confessarsi in quel modo, spinto sia da un affetto sincero sia da un desiderio fisico così travolgente, aveva lasciato Andrea completamente disarmato.
Andrea affondò il viso nel cuscino, lasciando il battito del suo cuore accelerare, e poi sorrise al buio.
Denji96: «Lo voglio, Dio se lo voglio. Lo voglio da quando ho imparato a conoscerti meglio. Mi fai una paura assurda, Riky, ma non desidero altro. Oltretutto, ti desidero anch'io, vedremo chi sarà a sbattere chi, hahahahaha.»
Dall'altra parte della linea ci fu un respiro lungo, un sospiro profondo che sapeva di sollievo puro, seguito dal rumore inconfondibile di un sorriso che si allargava contro il microfono.
Light: «Allora è deciso. Non voglio più aspettare. Dimmi quando hai un giorno libero da lavoro, che prendo il primo aereo e sono da te!»
Denji96: «Appena sento il mio socio, chiedo quanto lavoro abbiamo e ti farò sapere subito.»
Girando la testa verso la sveglia sul comodino, l'orario gli ricordò spietatamente che la giornata doveva iniziare, anche se il solo pensiero di staccare la chiamata lo intristiva.
Light: «Devi andare a prepararti, vero?»
Denji96: «Eh sì, hahah. È arrivata l'ora di alzarmi.»
Light: «Va bene, allora stacchiamo, ma sappi che da adesso in poi non ti libererai più di me. Ci sentiamo e ci vediamo presto, disastro.»
Denji96: «A dopo, Riky.»
Il bip della chiamata terminata risuonò nella stanza, lasciando improvvisamente spazio al silenzio del mattino.
Andrea rimase ancora per qualche istante disteso sul letto, rimuginando su tutto quello che era successo quella mattina.
Il cuore picchiava forte contro il suo petto.
Cambia i colori e il logo e guarda il sito aggiornarsi subito. Resta solo sul tuo dispositivo — non modifica il sito per nessun altro.
Copiato! Incollalo in un messaggio per Jordan.