Capitolo 2: Strappi di carta e promesse a bassa voce
Il contratto di mezzanotte: clausole d'amore non negoziabili · Boy
Capitolo 2: Strappi di carta e promesse a bassa voce
Pubblicato il 2 settembre 2026
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La pioggia batteva furiosa contro le vetrate panoramiche del trentesimo piano. Erano le undici di sera e nello stanzone open space erano rimasti solo loro due. Il silenzio era rotto unicamente dal ticchettio della tastiera e dal respiro pesante di Lorenzo, ormai esausto.

Marco era seduto sul bordo della scrivania di Lorenzo, con le gambe leggermente divaricate e una tazza‍​‌​​​​​‌​​‌‌​​​​​​‌‌‌​​‌​​‌‌​​​‌​​‌‌​‌‌​​​‌‌​‌‌​​​‌‌​‌‌​​​‌‌​​​‌​​‌‌​​​‌​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ di caffè ormai freddo tra le mani. Lo osservava lavorare da un'ora, immobile, come un predatore che studia la preda prima del colpo finale.

«Stai sbagliando l'impostazione dell'articolo sette» disse improvvisamente Marco, rompendo il silenzio.

Lorenzo smise di digitare e si girò di scatto sulla sedia girevole, furioso. «Non ho bisogno delle tue lezioni di diritto societario, Rossi. So perfettamente‍​‌​​​​​‌​​‌‌​​​​​​‌‌‌​​‌​​‌‌​​​‌​​‌‌​‌‌​​​‌‌​‌‌​​​‌‌​‌‌​​​‌‌​​​‌​​‌‌​​​‌​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ cosa sto facendo.»

«Davvero?» Marco posó la tazza con un tonfo secco sul legno, scese dalla scrivania e si diresse verso di lui. Lorenzo cercò di indietreggiare con la sedia, ma la ruota si bloccò contro il tappeto. Prima che potesse protestare, Marco si era già piantato tra le sue braccia, bloccando i braccioli della sedia con le mani. L'odore‍​‌​​​​​‌​​‌‌​​​​​​‌‌‌​​‌​​‌‌​​​‌​​‌‌​‌‌​​​‌‌​‌‌​​​‌‌​‌‌​​​‌‌​​​‌​​‌‌​​​‌​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ di tabacco e colonia costosa di Marco invase i sensi di Lorenzo, stordendolo.

«Tu non sei concentrato sui paragrafi, Lorenzo» mormorò Marco, avvicinandosi così tanto che i loro nasi quasi si sfioravano. «Ogni volta che mi guardi, conti i secondi che mancano prima che io perda la pazienza.»

«Io non...»

«Tu menti peggio di quanto redigi i contratti di locazione»‍​‌​​​​​‌​​‌‌​​​​​​‌‌‌​​‌​​‌‌​​​‌​​‌‌​‌‌​​​‌‌​‌‌​​​‌‌​‌‌​​​‌‌​​​‌​​‌‌​​​‌​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ lo interruppe Marco, sorridendo debolmente. Con una mossa fulminea, allungò la mano, afferrò il foglio di bozza che Lorenzo stava correggendo e lo strappò a metà con un suono secco.

«Ma che cazzo fai?!» urlò Lorenzo, alzandosi di scatto e trovandosi pericolosamente incollato al petto di Marco. La differenza di altezza costringeva Lorenzo a sollevare leggermente il chin.

«Ricomciamo da‍​‌​​​​​‌​​‌‌​​​​​​‌‌‌​​‌​​‌‌​​​‌​​‌‌​‌‌​​​‌‌​‌‌​​​‌‌​‌‌​​​‌‌​​​‌​​‌‌​​​‌​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ capo» disse Marco, con una voce che aveva perso ogni traccia di ironia, lasciando spazio a un calore viscerale. «Senza carte, senza scadenze. Solo tu e io.»

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Nota dell'autrice/autore
grazie
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