Capitolo 1: La penna sul tavolo e il primo errore di calcolo
Il contratto di mezzanotte: clausole d'amore non negoziabili · Boy
Capitolo 1: La penna sul tavolo e il primo errore di calcolo
Pubblicato il 2 settembre 2026
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L'aria nell'ufficio legale della Vane & Partners odorava di carta stampata, caffè amaro e della disperazione silenziosa di un lunedì mattina. Lorenzo tamburellava con le dita sulla scrivania di mogano, lo sguardo fisso sullo schermo del computer dove una clausola vessatoria minacciava di mandare all'aria la fusione aziendale più importante dell'anno.

A ventotto anni, Lorenzo era il socio più giovane‍​‌​​​​​‌​​‌‌​‌‌​​‌‌​​​​‌​​‌‌​​​​​​‌‌​​​​​‌‌​​​‌​​‌‌​​‌​​​​‌‌​‌‌​​‌‌​​​‌​​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ e spietato dello studio. O almeno, amava definirsi tale finché la porta non si spalancò senza preavviso.

«Ti avevo detto di non far entrare nessuno prima delle dieci, Elena» esordì Lorenzo senza alzare lo sguardo.

«Non è Elena» rispose una voce profonda, calda, capace di fargli contrarre lo stomaco in un modo che nessun codice di procedura civile avrebbe mai‍​‌​​​​​‌​​‌‌​‌‌​​‌‌​​​​‌​​‌‌​​​​​​‌‌​​​​​‌‌​​​‌​​‌‌​​‌​​​​‌‌​‌‌​​‌‌​​​‌​​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ potuto giustificare.

Lorenzo scattò in piedi. Di fronte a lui c'era Marco Rossi. Il suo peggior incubo accademico ai tempi dell'università, il suo rivale storico nei tribunali e, da circa quarantott'ore, il consulente legale della controparte. Marco indossava un completo blu scuro sartoriale, la cravatta leggermente allentata e quel ghigno ironico che a Lorenzo faceva venire voglia di querelarlo per‍​‌​​​​​‌​​‌‌​‌‌​​‌‌​​​​‌​​‌‌​​​​​​‌‌​​​​​‌‌​​​‌​​‌‌​​‌​​​​‌‌​‌‌​​‌‌​​​‌​​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ danni morali.

«Cosa ci fai qui, Rossi? La nostra scadenza per gli emendamenti è domani a mezzogiorno, non oggi» disse Lorenzo, cercando di mantenere un tono glaciale mentre stringeva la penna stilografica così forte da rischiare di piegare il pennino in oro.

«Semplice, mi mancava il brivido di vederti fallire dal vivo» rispose Marco, avanzando lentamente nella stanza. Si fermò‍​‌​​​​​‌​​‌‌​‌‌​​‌‌​​​​‌​​‌‌​​​​​​‌‌​​​​​‌‌​​​‌​​‌‌​​‌​​​​‌‌​‌‌​​‌‌​​​‌​​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ a un passo dalla scrivania, appoggiando i palmi sul legno massello e chinandosi in avanti, riducendo la distanza tra i loro visi. «Ma a giudicare dalle occhiaie, direi che stai già facendo un ottimo lavoro da solo.»

«Vattene dal mio ufficio, Marco.»

«E se rifiutassi?» sussurrò Marco, abbassando il tono. I suoi occhi scuri fissarono le labbra di Lorenzo per‍​‌​​​​​‌​​‌‌​‌‌​​‌‌​​​​‌​​‌‌​​​​​​‌‌​​​​​‌‌​​​‌​​‌‌​​‌​​​​‌‌​‌‌​​‌‌​​​‌​​​‌​‌‌‌​​‌‌​​‌‌​​‌‌‌‌​‌​​‌‌​‌‌‌‌⁠ una frazione di secondo troppo lunga per essere professionale. «Qual è la sanzione per violazione di proprietà privata? Un bacio o una denuncia?»

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Nota dell'autrice/autore
grazie
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