Una mattina di pioggia, un compleanno organizzato. Una riunione dei cugini.
Ore nove: mi sveglio di soprassalto, come se qualcuno mi avesse strappato il cuore dal petto.
Ore quattordici: rispondo a telefono e buio. Il mondo è crollato.
Un ragazzo testardo, divertente, impulsivo, solare, imprevedibile.
Un ragazzo che è sempre stato sfortunato fin da piccolo, per tante ragioni. È sempre andato avanti e indietro, da qualche zio di là e qualche zia di qua.
Io probabilmente non starò piangendo perché ormai ho finito tutte le lacrime. Ho superato le 5 fasi del lutto:
Negazione: appena ricevuta la fatidica chiamata non ci volevo credere. Mi sono rifiutata fino all'ultimo secondo, che quel ragazzo eri tu. Perché diciamocela tutta, in 23 anni ne hai passate di ogni colore e non ti sei mai abbattuto, non hai mai perso. Non volevo arrendermi e pensare " ha detto basta" .
poi c'è la seconda, la RABBIA: sono stata e sono ancora arrabbiata con te perché non te ne potevi andare in quel modo. Non te ne potevi andare sapendo che avevi tutta la vita davanti.
Terza fase: negazione. Ho cercato di trovare le risposte, domandandomi perché li, perché quel giorno, perché e come sia potuto succedere.
Poi c'è la depressione, una profonda tristezza che non se ne andrà mai. Un buio, un vuoto che ha un' inizio e forse mai una fine. Il tempo passa ma sono ancora ferma a quel giorno, sai?
Non ricordo nulla, se non: il freddo, le lacrime, le urla e il tuo corpo. Disteso lí, inerme. Freddo.
Morto.
Quel viso privo di vita.
Gli occhi fissi sulla strada bagnata.
La tua anima ormai lontana.
Abbiamo finito tutte le lacrime in così poche ore che ora la stanchezza ci rende così deboli.
L'ultima.
Accettazione. Forse sto solo facendo finta di aver accettato la cosa. Perché mi sono convinta che non hai sofferto in quel momento e che non eri solo. Sono sicura, che lui sia stato al tuo fianco e ti abbia tenuto la mano per tutto il tempo.
Hai preso tante strade sbagliate, di cui anche questa se vogliamo dirlo (visto vhe hai preso il tir in fronte) ma io, noi. Ti vogliamo ricordare così:
Un ragazzino sorridente che la sua frase d'obbligo era A ZI' TIEN N EUR?
Un ragazzino con i capelli ricci e un orecchio mezzo bruciacchiato a causa della sorella che provava a piastrarli, senza successo.
Un ragazzino che si metteva sempre nei guai e si litigava con chiunque, anche se la cosa non era cambiata.
Un ragazzino che è stato presente nelle nostre vite e che nonostante tutto sarà sempre con noi.
Tu, mia fiamma gemella, mi manchi. Io e te ci porteremo i nostri segreti nella tomba (i miei segreti già ci sono).
Passerò il mio compleanno vicino alla tua bara, per mantenere quella promessa ormai eterna.
Mi dispiace se in questa vita non ti abbiamo dato abbastanza amore, spero che nella prossima ne sarai pieno.
Ora non sei più solo.
Ti voglio bene, mia fiamma gemella
Dalla tua cugina preferita.
Racconterò di te, in ogni mia storia.
V.
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